LEGIO VI FERRATA

Teorie sull´origine:

1) secondo alcuni (L.Keppie, The making of the roman army, pp.88 e 207 ) fu assemblata da Cesare probabilmente nel 52 a.C durante la campagna nelle Gallie.

2) Carcopino (J.Carcopino, Julio César. El proceso Clasico de la concentracion del poder, Madrid 1974, p.339-340) ritiene che corrisponda a quella legio VI, denominata “GEMELLA” utilizzata da Gaio Giulio Cesare nel corso della conquista della Gallia degli anni 53 a.C.-50 a.C., la cui numerazione originaria era invece, legio I, in quanto legione consolare, “prestata” da Gneo Pompeo Magno al suocero e triumviro, Cesare, nel 53 a.C. (Cesare De Bello Gallico, VI, 1) Lo storico Dodge fa riferimento a questa legione consolare (T.A.Dodge, Caesar, New York 1989-1997, pp. 306-307 ). Un´iscrizione epigrafica proveniente dall´antica cittá di Aesernia, Regio IV(odierna Isernia, nel Sannio), in effetti riporta:

] / Tro(mentina) Maximo IIIIvir(o) / i(ure) d(icundo) IIIIvir(o) quinq(uennali) bis / flamini Augustali / trib(uno) mil(itum) leg(ionis) VI Gemell(ae) / praef(ecto) fabr(um) auguri / quaestori d(ecreto) d(ecurionum)

(CIL, IX, 2468)

3) Un´altra teoria (J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas, Madrid 2003, p.208) la vedrebbe invece assegnata a Cesare nel 58 a.C., quando divenne proconsole dell’Illirico. La legione potrebbe, quindi, essere rimasta “a guardia” dei passi alpini (ad Aquileia?), almeno fino alla campagna del 52 a.C. quando fu trasferita in Gallia.

Truppe:

Che fosse stata originariamente la I consolare, fu comunque composta da truppe galliche cisalpine; e, nel caso dell´ ipotesi sull´acquartieramento in territorio illirico, probabilmente, anche da truppe illiriche. Come, in ogni caso, accadde dopo.

Azioni:

– La sua prima azione fu quasi certamente durante l´assedio di Alesia (Cesare, De Bello Gallico, VII, 68-69), nel 52 a.C.

– Di questa legione abbiamo la sua prima menzione nel corso dell’inverno del 52-51 a.C. quando i suoi hiberna (castra invernali) furono posti nei pressi di Matisco ( probabilmente Châlons-sur-Saône o Mâcon, Francia), sotto il comando del legato Quinto Tullio Cicerone (Caesar, De Bello Gallico, VII, 90).

– Nel 51 a.C i legionari della VI furono impiegati nella guerra contro i Carnuti, inviati a Cenabum, la loro capitale, nella regione della bassa Loira, plausibilmente, l´attuale cittá di Orleans ( Caesare: De Bello Gallico, VII, 3; 11; Cesare, De Bello Gallico, VIII, 4).

– Fu trasferita, quindi, a Noviodunum. (Cesare, De Bello Gallico, VIII, 6).

Noviodunum è un toponimo gallo-romano, utilizzato da Gaio Giulio Cesare nel 52 a.C., per denominare i nuovi agglomerati gallici sorti in conseguenza delle trasformazioni geopolitiche successive alla sua prima campagna gallica.

Essendoci diversi nuovi insediamenti che riportano questo nome, é difficile stabilirne l´esatta locazione.

Il termine conserva la radice celtica dun, presente in molti toponimi, il cui significato è «fortificazione», «collina». Noviodunum può quindi intendersi nel senso di «città nuova»

– L’inverno successivo lo trascorse tra i Belgi sotto il comando di Gaio Trebonio (Cesare, De Bello Gallico, VIII, 48-54).

Durante la guerra civile contro Pompeo, la VI fu la legione piu´mobilitata ed impiegata in diverse zone:

– Con l’inizio della guerra civile, la legione partecipò all’assedio di Marsiglia (nel 49 a.C.), secondo quanto ricostruito da Gonzales (J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas, Madrid 2003, p.208).

– in Hiberia (Spagna), prese parte alla battaglia di Ilerda (estate del 49 a.C);

– venne inviata ad est, nell´Illirico, e impegnata a Dyrrachium (attuale Durazzo, Albania), nei primi mesi del 48 a.C. In questa battaglia perse un´intera cohorte (Svetonio, Cesare, 68, 6).

Ma dimostro´un´enorme combattivitá e fierezza, oltre che tenacia: secondo quanto riportato dallo stesso Cesare, il famoso centurione Marco Cassio Sceva si meritò per il suo coraggio il plauso e il ringraziamento di Cesare ( Cesare, De Bello Civili, III, 53).

Questo quanto accadde:

“Marco Cassio SCEVA era centurione della VI Legione. Combatteva per Cesare nella battaglia contro il Triumviro Gneo Pompeo. Cesare aveva affidato ad una sola cohorte della VI la difesa di un forte, conquistato vicino a Dyrrachium (Durazzo), per proteggere le sue linee durante gli attacchi.

Quest´unica cohorte sostenne l´assalto di 4 legioni nemiche.

Il suo centurione, Cassio Sceva, privato di un occhio, con una coscia ed una spalla trapassate da parte a parte, lo scudo quasi reso inservibile in quanto sforacchiato da numerosi colpi inferti, durante tutti gli attacchi, rimase saldo nella posizione assegnata, con le sue truppe, tutte ferite.

Un luogotenente di Cesare venne infine in aiuto, con 2 legioni.

Cesare elogio´ tanto valore e tenacia, donando al centurione 200.000 sesterzi, ed innalzandolo al grado di I centurione della legione.”

( Cesare, De Bello Civili, III, 53)

– Era presente alla battaglia di Farsalo (Grecia), nel 9 Agosto del 48 a.C. che segno´la sconfitta di Pompeo.

– Accompagnó Cesare ad Alessandria (Egitto), tra la fine del 48 a.C e gli inizi del 47 a.C. assieme alla XXVII Legio, secondo quanto sostenuto da Aulo Irzio, legato al comando di Cesare, durante la guerra gallica, e dal 50 a.C militante nell´esercito di Pompeo (Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 33-34).

In questa situazione, Cesare, che inseguiva Pompeo, si ritrovo´ coinvolto nella lotta fraterna per la successione al trono d´Egitto.

É questa l´occasione in cui Tolomeo gli fece dono della testa di Pompeo, come segno della sua presunta amicizia.

Cosa che Cesare non apprezzo´.

Volle sostenere il diritto al trono di Cleopatra VII rispetto al fratello Tolomeo.

La cittá di Alessandria venne assediata dalle truppe tolemaiche.

La VI Legio subi´diverse perdite, perdendo circa 2/3 delle sue truppe . Infine, con l´intervento delle truppe alleate di Mitridate, re di Pergamo, Cesare prevalse

( Guerra Alessandrina, scritto attribuito a Cesare).

– Combatte´in Siria e nel Ponto, ed infine nella battaglia di Zela, contro l´esercito di Farnace II, re del Ponto (odierna Turchia settentrionale), nel 2 Agosto del 47 a.C.

(Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 66-69)

L´esito che vide la disfatta completa delle truppe di Farnace fu tale, che da qui venne la famosa espressione di Cesare:

“VENI, VIDI, VICI” (venni, vidi, vinsi, nell´opera di Plutarco: Caesar, 50) );

lo storico Svetonio riporta come volutamente espressa e rappresentata da Cesare durante il suo trionfo per la vittoria riportata ( Svetonio, Divus Julius, 37).

Cesare, ci riporta Aulo Irzio, cosi´racconta:

“l´origine della nostra vittoria giace nell´amara ed intensa battaglia delle truppe, congiunte all´ala destra, dove la veterana VI Legio era stazionata..”

( Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 76)

– Dopo queste campagne, la VI legione, probabilmente per le perdite subite, fu inviata in Italia, tornando infine a Roma a presidio della capitale (Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 77)

La legione fu sciolta con tutti gli onori nel 46 a.C ed i suoi veterani vennero poi inviati a Colonia Iulia Paterna Arelatensium Sextanorum (traducibile con “colonia Giulia veterana dei soldati della VI ad Arelate, odierna Arles, Francia), per il meritato riposo e congedo, dopo il servizio reso.

– Una parte della VI Legio, senza i veterani, deve aver pero´preso parte alla guerra

d ´Africa, sotto il comando di Quintus Caecilius Metellus Pius Scipio Nasica, fuggito dopo la sconfitta di Farsalo, in Africa assieme a Marco Catone il Giovane e buona parte dei senatori contrari a Cesare. Mentre Pompeo fuggiva in Egitto, solo per trovarvi la morte per mano di Tolomeo, suo principe ereditario, gli optimates (senatori) sotto il comado di Scipione e Catone assemblarono 8 legioni (circa 40.000 uomini), una cavalleria sotto il comando di Tito Labieno, il valente ufficiale di Cesare, ai tempi della guerra gallica, ed i figli di Pompeo, Sesto Pompeo e Gneo Pompeio, e truppe e elefanti inviati dall´alleato Juba I, sovrano della Numidia

Poco prima della battaglia di Tapso (Tunisia), svoltasi il 6 di aprile del 46 a.C.

2 delle 8 legioni disertarono in favore di Cesare.

Una di queste 2 era la VI Legio,

Questo almeno secondo quanto riportato nello scritto storico “Bellum Africanum”

(Bellum Africanum 35 e 52), che narra gli avvenimenti successivi a quelli descritti nel “Bellum Alexandrinum”

– Partecipó, poco tempo dopo, alla campagna iberica.

Era presente alla battaglia di Munda, (Spagna) nel 17 marzo del 45 a.C.

(Aulo Irzio, Bellum Hispaniense, 12).

Da questo momento in poi non si hanno più notizie certe.

– É probabile che dopo l’assassinio di Cesare nel 44 a.C., Marco Emilio Lepido, governatore della Gallia Narbonese abbia ricostituito con i veterani presenti ad Arelate (Arles), la VI legione, che quindi entrò a far parte delle forze congiunte di Lepido e Marco Antonio contro il cesaricida Decimo Bruto.

– Dopo la fuga e la morte di quest’ultimo e l’accordo tra Lepido, Antonio e Cesare Ottaviano con il cosiddetto secondo triumvirato, la VI legione verosimilmente venne trasferita in Grecia e partecipò e alla vittoriosa battaglia di Filippi (42 a.C.).

– Una parte dei veterani probabilmente furono inviati nella nuova colonia di Beneventum (Benevento), nel 41 a.C.

– Dopo la vittoria, secondo alcune ipotesi, la VI Legio fu divisa tra Ottaviano e Marco Antonio.

Una parte, quella di Ottaviano , divenne la Legio VI Victrix ; l´altra metá “gemella” divenne la Legio VI Ferrata, sotto il comando di Marco Antonio. il nome VI appare in alcuni denarii legionari coniati da Marco antonio, per pagare le truppe.

– Secondo alcuni, Marco Antonio, che dopo la spartizione dei territori romani con Ottaviano Augusto, comandava le province orientali, portó la VI Legio, ora denominata Ferrata, acquartierandola come guarnigione in Giudea.

– Altrettanto plausibile é che abbia partecipato alle guerre partiche condotte da Marco Antonio.

– Dieci anni dopo, é plausibile dunque che abbia partecipato alla battaglia di Azio nel 31 a.C., combattendo su entrambi i fronti. Come VI Victrix, sotto il comando di Ottaviano; e come VI Ferrata, sotto il comando di Marco Antonio.

– Dopo la sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra, e il loro suicidio, la VI Ferrata venne inviata nuovamente in Giudea. Mentre la VI Victrix fu acquartierata in Hiberia.

Da qui in poi conosciamo all´incirca la storia.

– Plausibilmente, venne stazionata in Giudea tra il 9 d.c ed il 73 d.C.

– Dal 54 al 68 d.C la VI Ferrata servi´sotto Gneo Domizio Corbulo ad Artaxata e Tigranocerta contro i Parti.

– Nel 66 d.C la VI Ferrata ritornó in Giudea, prima di essere reimpiegata contro i Parti, e combatté nelle guerre giudaiche, ma venne sconfitta assieme alla XII Fulminata.

– Da qui in poi non pare abbia preso piu´parte direttamente alla guerra giudaica, in quanto non nominata tra le legioni attive sotto Vespasiano.

– Si sa di un reparto (vexillatio) che giunse in Italia, probabilmente sotto il comando di Muciano, alleato di Vespasiano, dopo che questi avevano sconfitto il pretendente alla carica imperiale Vitellio, nel 69 d.C. La VI Ferrata pare abbia contribuito valentemente alla vittoria di Muciano e Vespasiano. ( Tacito Historiae III, 46). Nello stesso anno, Vespasiano diviene imperatore.

– Si sa di una sua presenza sul Danubio

– Plausibilmente venne poco dopo stazionata a Commagene, regno sul fiume Eufrate. Aveva la sua base a Samosata ( odierna Samsat).

– Nel 106 d.C una vexillatio (reparto scelto di una legione) partecipo´alla parte finale della guerra dacica, nella battaglia di Sarmisegetusa. Probabilmente al comando di Aulo Cornelio Palma Frontoniano: la presenza é attestata da un´iscrizione latina (R.P. Longden, Notes on the Parthian Campaigns of Trajan, The Journal of Roman Studies Vol. 21 (1931), p.35).

– Nel 114, sempre sotto Traiano, partecipa alla campagna in Armenia.

– Tra il 115 ed il 116 d.c, Traiano probabilmente impegnó la VI Ferrata, assieme ad altri contingenti, nella fallita impresa di prendere La Mesopotamia e Babilonia. Adriano, suo successore, rinuncerá a quei territori, riportando il confine al fiume Eufrate.

– É plausibile che abbia partecipato alla seconda guerra giudaica, nel 115-117 d.C sotto il comando di Lusio Quieto.

– Prima del 119 d.C la VI Ferrata venne stazionata in Arabia..

– Sotto Adriano, date le tensioni con i Giudei, la VI Ferrata divenne permanentemente stabile in Oriente. venne forse acquartierata a Caesarea Maritima, nel 131 d.C.

– abbiamo traccia della sua presenza nella costruzione di un acquedotto a Caesarea Maritima da un´iscrizione ( GLI 74, n. 29; 77, n. 54)

-un forte fu probabilmente costruito a Beth Yerath da quest´unitá. (Maisler et all, 1944-1946)

– Dello stesso periodo, ma da Tiberiade, proviene una stele funeraria appartenente ad un centurione della VI Ferrata, come un´altra stele riporta un centurione di origine greca della X Fretensis.

E´presente anche una stele di un decurione, ma senza leggibilitá della legione d´appartenenza.

– rivolta di Bar Kkhba ‘(132-136 d.C), con plausibile intervento della VI Ferrata.

– dopo la guerra, la VI Ferrata viene stazionata a Caparcotna, in Gallilea. Il sito venne rinominato “Legio”

Il sito di Legio, odierna Lajjun, un accampamento legionario fortificato con la presenza di una zona rettangolare fortificata inscritta in un sistema di fortificazioni con perimetro rettangolare, piu´grande, dimostra di aver ospitato circa 1.000 soldati. Era situata sulla strada principale che attraversa la Galilea, probabilmente con funzioni di controllo e di contenimento, in caso di sommosse e/o rivolte. vi era un acquedotto, da cui proviene un´iscrizione con riferimento alla VI Ferrata; ed un anfiteatro, probabilmente costruito dagli stessi soldati per intrattenimento.

Il fatto che vi fossero solo 1.000 legionari, circa, concorda con i ritrovamenti di altre presentze della VI Ferrata in altri siti.Plausibilmente, la VI Ferrata venne suddivisa in punti strategici differenti, con il compito di vigilare sulla zona.

– Vi sono evidenze nei seguenti luoghi:

– Acco

– Bosra

– Beth Govrin

– Caesarea Maritima

– Gaba

– Gabara

– Horvat Hazon

– Kefar Hananya

– Kefar Kanna

– Kefar Ótnay (Legio)

– Khirbet el Khazna

– Sebaste

– Tel-Shalem

– Tyre

In ogni caso,non appare che la VI Ferrata sia mai stata impegnata o stazionata nella Galilea superiore.

Le principali province furono comunque nei territori di Asia Minore, Siria, Arabia.

– Nel 138 d.C la VI Ferrata, a seguito della rivolta di Bar Kokhba, viene stazionata in Palestina, ma per un breve periodo inviata in Africa durante l´impero di Antonino il Pio.

– Nel 150 d.C é sicuramente di nuovo in Giudea.

– Nel 193 d.C.I Ferrata si schiera con Lucio Settimio Severo, contro il pretendente Pescennio Nigro, a cui era molto legata. Questo gesto fu lodato da Settimio Severo, che la intotolo´”Fidelis Constans” (leale e costante).

– nel 215 d.c la VI Ferrata Fidelis Constans é stazionata ancora in Palestina, come dimostrato da un´iscrizione epigrafica con riportato VI Ferrata.

– Nel 244 d.C. da alcune monete dell´imperatore Filippo l´Arabo, si sa che é ancora presente in Palestina.

– si presume sia scomparsa durante la sconfitta e cattura dell´imperatore Valeriano nel 260 d.C. ad opera del sovrano dei Sasanidi, Shapur.

– si sa di soldati romani in prigionia comandati di costruire un ponte nel sito dell´odierna Shustar e la citta´di Bishapur.

Dopo tali accenni, la VI Ferrata scompare nelle pieghe della storia.

Simboli:

come tutte le legioni cesariane, il simbolo principale era il toro.

Oltre a questo, vi era la lupa con i gemelli.

LA STORIA DI LUCIO ARTORIO CASTO, BASE DEL MITICO RE ARTÚ

Tutto ciò che sappiamo su di Lucio Artorio Casto proviene essenzialmente da un´epigrafe ritrovata a Podstrana, situata sulla costa della Dalmazia, in Croazia. Il reperto era composto di 2 frammenti poco leggibili. il parere degli studiosi é che si tratti di parte della stele proveniente dal sarcofago di Lucio Artorio Casto, come riportato sui frammenti.

Una seconda iscrizione più breve incisa su di una una targa commemorativa ritrovata nella stessa località dalmata, riporta solo pochi dati simili a quelli del sarcofago. Una terza iscrizione (di dubbia autenticità), recante il solo nome di Lucio Artorio Casto, fu ritrovata a Roma, ed ora é conservata al museo del Louvre.

Non essendovi ulteriori indizi cronologici, ilm personaggio di Casto viene ritenuto per ora aver vissuto nel II d.C.

Come membro della gens Artoria, era probabilmente originario della Campania, o delle zone limitrofe: secondo gli studiosi, il nome della gens Artoria é di origine messapica, dunque probabilmente illirica.

Secondo il lungo testo dell’iscrizione del sarcofago, Artorio Casto era stato un centurione della III Legione Gallica, poi passato alla VI Ferrata, dunque alla II Audiutrix, successivamente alla V Macedonica, di cui divenne il primo pilo. Fu Incaricato poi come preposito della flotta di Miseno (Napoli), e divenne infinen prefetto della VI Victrix.

In questa legione ebbe modo di assurgere ai gradi piu´elevati come alto ufficiale, fino a essere nominato “dux'”leggionum .. Britaniciniarum, titolo dato a chi si distingueva per aver compiuto eccezionali imprese. In tal caso, in Bretagna.

In effetti, nel 185 d.C si ha notizia di una spedizione in Bretagna, Armorica e Normandia, al cui comando era Ulpio Marcello, come riportato da Cassio Dione.

Si ritiró dall´esercito divenendo procurator centenarius (governatore di una provincia che rendeva 100.000 sesterzi annui) della Liburnia (parte settentrionale della Dalmazia), dove, con molta probabilitá, termino´la sua vita, facendosi seppellire a Salonae Palatium (Salona, Dalmazia).

Se Casto partecipò alla vittoriosa campagna guidata da Ulpio Marcello (forse un suo parente, dato che la gens Ulpia era imparentata con la gens Artoria) contro i Caledoni, e a difesa del Vallo Adriano, era possibilmente stazionato assieme ad un contingente di cavalieri Sarmati.

In effetti, la V Macedonica era schierata sul fronte danubiano, contro Daci e Sarmati al tempo di Marco Aurelio e Commodo.. Dunque, un contatto con reparti della cavalleria sarmata, passati al soldo delle legioni, é plausibile.

La VI Victrix, poi, era, in effetti, stanziata in Britannia, come zona operativa.

I riferimenti storici ci sono.

Quello che è certo, in base all’epigrafe, è che Casto, dopo essere stato alto ufficiale nella legione VI Vincitrice, ebbe il prestigioso titolo di “dux”.

Secondo alcuni studiosi questa interpretazione porterebbe all’identificazione del personaggio con il “Re Artù” storico: ovvero, la base su di cui poi, altri elementi ed altri personaggi, mescolandosi insieme, formarono il mito del famoso re britannico, plausibilmente vissuto attorno al V-VI d.C, e che documenti, quali la Historia Brittonum di Jeoffrey di Monmouth (IX d.C), riferiscono di origine romana e riportano come vittorioso sulle invasioni dei sassoni.

Mito o realtá?

Rimane un fatto che il centurione Casto ebbe una sfavillante carriera, e legó il suo nome indissolubilmente alla VI Ferrata.

FONTI ARCHEOLOGICHE:

Vi sono diversi elementi che riportano il nome della VI Ferrata:

– monete di M. Antonio, 41-31 a.C;

– monete di Adriano, 119-138 d.C;

– monete di Filippo l´Arabo , 244-249 d.C;

-diverse steli di II d.C provenienti dalla Galilea, in generale dalla Siria, dall´Arabia,

e dall´Asia Minore;

– alcune steli funerarie dalla Galilea, specie nella zona di Tiberias/Tiberiade;

– un frammnento di stele dalla Transilvania, con riferimento alla presenza dellla VI Ferrata nella parte finale delle guerre daciche;

– un frammneto di stele che ne identifica la presenza in Africa,

– 165 tegole e coppi con il bollo della VI Ferrata da Horvat Hazon;

FONTI EPIGRAFICHE:

n.b: CIL significa Corpus Inscritionum Latinarum, una raccolta di tutte le iscrizioni ritrovate;

AE significa Année epigrafique, un´altra raccolta di iscrizioni storiche.

STELE DI LUCIUS ARTORIUS CASTUS

1)

CIL 3, 1919

– Provinz: Dalmatia         Ort: Stobrec / Epetium

D(is) [M(anibus)] / L(ucius) Artori[us Ca]stus |(centurio) leg(ionis) / III Gallicae item [|(centurio) le]g(ionis) VI Ferra/tae item |(centurio) leg(ionis) II Adi[utr(icis) i]tem |(centurio) leg(ionis) V M[a]/c(edonicae) item p(rimus) p(ilus) eiusdem praeposito / classis Misenatium [pr]aef<e=F>(ctus) leg(ionis) VI / Victricis du<x=CI> legg(ionum) [triu]m Britan(n)ic{i}/{mi}arum adversus Arme[nio]s proc(urator) cente/nari<us=O> provinciae Li[burniae iure] gladi(i) vi/vus ipse sibi et suis [3 ex te]stamento

2)

CIL 03, 12791

Provincia: Dalmatia         Località: Podstrana / Pituntium

L(ucius) Artorius / Castus p(rimus) p(ilus) / leg(ionis) V Ma[c(edonicae)] pr/aefec[t]us leg(ionis) / VI Victric(is)

STELI E FRAMMENTI EPIGRAFICI DELLA VI FERRATA

AE 1985, 825

Provinz: Dacia         Ort: Sarmizegetusa

Vex(illatio) / leg(ionis) VI / Ferr(atae)

CIL 3, 6814

Provinz: Galatia         Ort: Yalvac / Antiochia Pisidiae

Apro[niano] / Xvir(o) stlit(ibus) iu[dic(andis)] / trib(uno) l(ati)[c(lavio)] leg(ionis) VI F[err(atae)] / Caparc(otnae) quaest[ori] / can(didato) leg(ato) Asi[ae] / trib(uno) cand(idato) / desig[nato] / [v]ic(us) P[atricius]

CIL 3, 6815

Provinz: Galatia         Ort: Yalvac / Antiochia Pisidiae

[C(aio) Novio C(ai) Novi] / [Prisci co(n)s(ulis) et Flavoniae] / [Menodorae f(ilio) Ser(gia)] / [Rustico Venuleio] / Apron[iano] / Xvir(o) stlit(ibus) iu[dic(andis)] / trib(uno) l(ati)<c=G>(lavio) leg(ionis) VI [Ferr(atae)] / Caparc(otnae) quaest(ori) / cand(idato) leg(ato) Asi[ae] / trib(uno) cand(idato) / desig[nato] / [v]ic(us) P[atricius]

CIL 3, 6816

Provinz: Galatia         Ort: Yalvac / Antiochia Pisidiae

C(aio) Novio C(ai) Novi / Prisci co(n)s(ulis) et Flavoniae / Menodorae fil(io) Ser(gia) Rus/tico Venul(eio) Aproniano / Xvir(o) stlitib(us) iudicandis / trib(uno) laticl(avio) leg(ionis) VI Fer(ratae) Capar(cotnae)

CIL 10, 532

– Provinz: Latium et Campania / Regio I         Ort: Salerno / Salernum

[Ti(berius)] Claudius Claudi Filem[o] / [Tiberio Clau]dio Hellanico orto F[or]/um [Cl]audi mil(iti) c(o)ho(rtis) X pr(aetoriae) |(centuria) Aspri tra(n)slato ex / leg(ione) VI Ferr(ata) Fideli Co(n)/stanti T(itus) T(iti) f(ilius) Flavius / Agrippa <Qui=Cy>rin(a) Capitolia / heres pius bene merenti

AE 1911, 107:

– Provinz: Numidia         Ort: Djemila / Cuicul

Ti(beriae) Cl(audiae) Subatianae Aquili/nae et Ti(beriae) Cl(audiae) Dignae Subati/ae Saturninae cc(larissimis) pp(uellis) filia/bus Ti(beri) Cl(audi) Subatiani Pro/culi leg(ati) Augg[[g(ustorum)]] pr(o) pr(aetore) prov(inciae) / splend(idissimiae) Numid(iae) c(larissimi) v(iri) co(n)s(ulis) de/sig(nati) leg(ati) leg(ionis) VI Ferratae / Fidelis Constantis curatoris / Atheniensium et Patrensium / praetoris urbani candidati tri/buni candidati q(uaestoris) urbani sub/praefecti classis praetori/ae Misenatium praefecti alae / Constantium tribuni coh(ortis) / VI civium Romanorum praef(ecti) / cohortis III Alpinorum / res publica Cuiculitano/rum hominis boni praesi/dis clementissimi ob insig/nem eius in patriam suam / praestantiam / d(ecreto) d(ecurionum) p(ecunia) p(ublica)

iscrizione ritrovata a Caparcotna, con riferimento alla VI Legio

Inscrizione VI Ferrata da Caparcotna (AE 1948, 145)

211 CE–217 CE

Isidi vere v…ere

Pro salute et incolumitate
domini nostri Imp(eratoris) Caes(aris) M(arci) Aur(eli) Antonini Aug(usti)
praesentissimum deum Mag(num) Sarapidem
leg(ionis) VI Ferrat(ae) F(idelis) C(onstantis) Antoninianae
Iulius Isidorianus p(rimus) p(ilus)

A Iside, la vera …

Julius Isidorianus, I centurione Primipilo della VI Legio Ferrata, fedele e affidabile     Antoniniana, [dedico´questa] alla salute e prosperitá del nostro imperatore Caracalla, con il grande dio Serapide

 

 

 

 

AE 1950, 044

Provinz: Africa proconsularis         Ort: Maktar / Makthar / Mactar / Mactaris

[C(aio) Bruttio L(uci) f(ilio) Pomp(tina) P]raesenti L(ucio) Fulvio Rus/[tico co(n)s(uli) proco(n)s(uli) prov(inciae) Afri]cae XVvir(o) sacr(is) faciundis cura/[tori aedium sacrar(um) et operum locoru]mque publicorum leg(ato) pro pr(aetore) / [Imp(eratoris) Caes(aris) Traiani Hadri]ani Aug(usti) provinciae Cappa/dociae item leg(ato) pro pr(aetore) [Imp(eratoris) C]aesaris Traiani Hadriani / Aug(usti) provinciae Moesiae i[nferior]is leg(ato) pro pr(aetore) Imp(eratoris) Caesar(is) divi Tra/iani Aug(usti) provinciae Cilic(iae) cur(atori) v[iae] Latinae leg(ato) leg(ionis) VI Ferratae donis mili/taribus donato ab Imp(eratore) Traiano [Aug(usto) ob bellu]m Parthicum praet(ori) aedil(i) ple(bis) [quaes]/tor(i) provinciae Hispaniae Baet(icae) [ulteri]oris trib(uno) latic(lavio) leg(ionis) I Minerviae donis / militaribus donat(o) ab Imp(eratore) Aug(usto) ob be[llum Marcommann(icum)] triumviro capitali patr[ono] / d(ecreto) d(ecurionum)

Fonti classiche:

– Aulo Irzio, Bellum Africanum

– Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum

– Aulo Irzio, Bellum Hispaniense

– Cesare, de Bello Gallico

– Cesare, De Bello ‘Civili

– Flavio Giuseppe, Guerra Giudaica

– Plutarco: Caesar

– Svetonio, Cesare

– Svetonio, Divus Julius

– Tacitus, Annales, XV 6-9

– Tacitus, Historiae, III, 46

FONTI:

– Matthew J. Adams, Jonathan David and Yotam Tepper, Legio: Excavations at the Camp of the Roman Sixth Ferrata Legion in Israel, Bible History Daily, Biblical Archaeology Society, 2013.

– D. BAHAT, A Roof Tile of the legio VI Ferrata and Pottery Vessels from Horvat Hazon

Israel Exploration Journal Vol. 24, No. 3/4 (1974), pp. 160-169

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